Salute

Inulina, la fibra del benessere

Le fibre sono delle sostanze vegetali vitali per il corpo umano perché svolgono un ruolo importante nel processo di digestione. Si trovano nei cereali integrali, legumi, frutta e verdura, e hanno la funzione di espellere le impurità nel sistema digerente.

La fibra alimentare non solo promuove la salute dell’intestino, ma aiuta anche a ridurre il rischio di sviluppare molte malattie croniche. Ad esempio, previene costipazione, emorroidi e diverticolosi, oltre ad essere un’importante alleata contro alcuni tipi di cancro.

Inoltre, gli alimenti ricchi di fibre hanno generalmente un valore di indice glicemico inferiore, un elemento importante nella gestione del diabete di tipo 2.

Oggi vogliamo parlarti di una fibra in particolare, l’inulina. Nello specifico, si tratta un carboidrato non disponibile – ossia non digeribile dagli enzimi prodotti dall’organismo umano-, di tipo solubile, estratto principalmente dalla radice di cicoria o dal carciofo, ma, in alcuni casi, anche dal tartufo bianco e dai tuberi di dalia.

Molte piante contengono solo piccole quantità di inulina, mentre altre sono fonti eccellenti.

Prebiotici/probiotici e ruolo dell’Inulina

Nonostante la similitudine tra probiotici e prebiotici, si tratta di categorie molto diverse tra di loro.

I probiotici, termine che deriva dal greco “pro bios e significa “pro vita” sono microrganismi vivi benefici per la salute se consumati regolarmente. Si trovano nello yogurt e in altri alimenti fermentati, oltre che negli integratori alimentari e nei prodotti di bellezza.

Sebbene le persone spesso considerino i batteri e altri microrganismi come “germi” dannosi, sono invece in grado di esercitare funzioni benefiche per il nostro organismo e di ripopolare la flora batterica intestinale.

Alcuni batteri aiutano a digerire il cibo, distruggono le cellule che causano malattie o producono vitamine. Molti dei microrganismi presenti nei prodotti probiotici sono uguali o simili ai microrganismi che vivono naturalmente nel nostro corpo.

I prebiotici, invece, sono sostanze organiche non digeribili contenute in alcuni elementi, capaci di stimolare selettivamente la crescita e/o l’attività di uno o di un numero limitato di batteri benefici presenti nel colon. I prebiotici sono presenti nei fermenti lattici, ma anche in alimenti come le banane, il miele, i fagioli e i porri.

Assumere prebiotici è importante, ma sono sconsigliati per chi soffre di sindrome dell’intestino irritabile.

Le fibre, sono da considerarsi degli eccellenti prebiotici, ovvero sostanze di origine vegetale che, non venendo assorbite dal nostro organismo, raggiungono inalterate l’ambiente intestinale, dove vengono fermentate dalla flora intestinale, con la conseguente formazione di acidi grassi a catena corta, quali acido acetico, propionato e butirrato.

Queste tre molecole espletano gran parte delle proprietà biologiche dell’inulina, esercitando sia un’azione diretta, per lo più protettiva, nei confronti degli enterociti, sia un’azione sistemica di natura energetica e metabolica (azione inibitrice nei confronti dell’enzima coinvolto nella sintesi di colesterolo).

Quindi, l’inulina viene utilizzata principalmente come fonte nutritiva dai probiotici, i “batteri buoni” (Bifidobatteri e Lattobacilli) che popolano la nostra flora microbica intestinale, diminuendo contemporaneamente la densità dei batteri nocivi.

 

 

Flora batterica un delicato equilibrio

L’equilibrio della nostra flora batterica intestinale viene compromesso da diversi fattori, lo stress della vita quotidiana, l’alimentazione e l’assunzione di farmaci sono solo alcuni degli elementi.

Quando la flora intestinale non è equilibrata, non è in grado di svolgere appieno il proprio ruolo e ciò può avere conseguenze anche serie per la nostra salute.

Uno squilibrio della flora intestinale, infatti, non si limita a problemi gastrointestinali, ma riguarda anche diverse patologie infiammatorie, autoimmuni, metaboliche, alcune forme di cancro, disturbi dell’umore e determinati malesseri neurologici.

Non a caso l’intestino è chiamato con l’appellativo di “secondo cervello” come abbiamo già accennato già qui nel blog.

Grazie alla sua capacità di regolare la funzionalità intestinale, l’Inulina costituisce l’ingrediente chiave di tutti gli integratori della linea Dom Terry.

L’aspetto più interessante di questa fibra riguarda la sua capacità di elevare la percentuale di Bifidobacteria nella flora microbica intestinale, diminuendo contemporaneamente la densità di batteri nocivi.

 

Gli utilizzi dell’inulina come additivo alimentare

C’è da dire che, l’inulina oltre ad essere impiegata negli integratori alimentari può essere aggiunta durante la preparazione di alimenti e/o bevande, non avendo essa alcun impatto sulle proprietà sensoriali.

Essa è dotata di varie proprietà chimico – fisiche interessanti, alcune delle quali sia in ambito culinario, sia in ambito salutistico. E’ ad esempio un ottimo stabilizzante delle ricette cremose, il che la rende utilissima nella produzione di prodotti di gelateria, nonché un ottimo edulcorante naturale da aggiungere in sostituzione dello zucchero bianco comunemente utilizzato, tale da renderla un’ottima alternativa anche e soprattutto per i diabetici.

Nella produzione di prodotti da forno e di pasticceria, le proprietà idrorepulsive dell’inulina permettono di ottenere strutture croccanti ma allo stesso tempo friabili sotto i denti.

Per integrare in modo semplice e sicuro le fibre e migliorare il tuo benessere scopri i prodotti Dom Terry.

La ricerca scientifica di Dom Terry ha messo a punto una linea di prodotti caratterizzati da una inulina, che si differenzia da altre inuline presenti sul mercato, in ragione della sua specifica grandezza polimerica, in grado di manifestare una capacità protettiva e antiossidante a livello intestinale, una capacità di “incorporare” il Selenio e la Vitamina b12 e, infine, una capacità di “imprigionare” altri elementi utili a compensare le carenze fisiologiche dovute all’età.

 

 

Dose giornaliera

L’apporto quotidiano di inulina con la dieta è compreso tra i 3 e i 10 grammi.
Possono sicuramente beneficiare dei suoi effetti prebiotici, le persone che seguono un’alimentazione povera di frutta e verdura, devono riprendersi da una terapia antibiotica o soffrono di disordini gastrointestinali (in questo caso è bene parlarne prima con il proprio medico curante, in quanto, a seconda dei casi, potrebbe avere effetti opposti a quelli sperati).

Precauzioni per l’uso

Pazienti affetti da sindrome dell’intestino irritabilegonfiore addominale, alvo alterno ed altre patologie riconducibili ad un’alterata sensibilità alle fibre, dovrebbero utilizzare con particolare cautela l’inulina, al fine di evitare un aggravamento della sintomatologia.

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